Intervista al Presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Milano

Presidente Rossi, hai guidato la protesta contro la palese ingiustizia di non permettere neppure la presentazione di emendamenti allo statuto dell’ENPAM nel Consiglio Nazionale (Quotidiano Sanità 28/6/14 ). Risulta vana l’attesa di un intervento della Magistratura per correggere e punire l’ingiustizia?

Spero proprio di no. Noi ci crediamo fermamente ed anche se fino ad ora i provvedimenti di urgenza che avevamo richiesto sono stati respinti, siamo convinti che, alla fine, il Giudice ci darà ragione.

I dieci Presidenti di Ordine che hanno abbandonato i lavori pensano, in qualche modo, di sviluppare la loro azione di protesta?

Deve essere chiaro che le nostre critiche non sono afinalistiche, ma costruttive. Per questo non riusciamo a capire l’atteggiamento di ENPAM, che sembra improntato solo all’acrimonia e al rifiuto di ciò che diciamo. Comunque, noi siamo intenzionati nell’andare avanti nella nostra opera di critica perché siamo fermamente convinti che questo Ente/Fondazione debba migliorare e crescere, nell’interesse dei contributori e dei pensionati.

La trasparenza sugli investimenti rimane una pura chimera? I medici devono sempre temere che i loro faticosi risparmi obbligatoriamente depositati nell’Ente previdenziale siano messi in pericolo da titoli a rischio?

Purtroppo, dal mio punto di vista, in questo campo non ci sono buone notizie. I rendimenti degli investimenti sono bassi e non basta dire che progressivamente si va verso investimenti a basso profitto ma più sicuri. Prima di tutto nel portafoglio ci sono ancora titoli a rischio e poi, rispetto all’enorme patrimonio che ENPAM ha a disposizione, i rendimenti sono comunque esigui. Per esempio, il patrimonio immobiliare, fatto anche di immobili di alto pregio, è un vero buco nero: rende davvero troppo poco. Come mai? Perché non ci si pone rimedio?

L’austerità per tutti gli Enti previdenziali di diritto pubblico è richiesta da ben 3 leggi (150 del 2009, 135 del 2011, 99 del 2013), purtroppo senza previsione di sanzioni per le amministrazioni inadempienti. La tua proposta di parificare spese e compensi a quelli della FNOMCEO non è stata neppure presa in esame. Il Consiglio Nazionale FNOMCEO può far qualcosa, almeno in termini ammonitori?

È irrealistico pensarlo, perché i componenti del Consiglio Nazionale FNOMCeO sono in gran parte i componenti dell’Assemblea Nazionale ENPAM. Tuttavia, nella mia idea, la Federazione dovrebbe ammonire l’ENPAM per ricondurlo ad una maggiore morigeratezza.

Il disprezzo per la grande avidità di danaro di Oliveti & C. dovrebbe essere additato proprio dai Presidenti di Ordine. È possibile?

La domanda è cruda e un po’ brutale e merita una risposta netta. Sì, dovrebbe, ma dubito che succederà! Ho letto le considerazioni del Collega Benfatti (Delegato ENPAM dell’Ordine di Ascoli) rispetto al nuovo ulteriore aumento dei gettoni ENPAM. Secondo questi conteggi tutti i compensi degli organi collegiali della Fondazione hanno avuto un aumento di “stipendio”, in molti casi, di ben più del 30% (il Presidente avrebbe avuto un aumento del 167%, se questi conteggi sono corretti). Posso capire piccoli adeguamenti, ma portare il singolo gettone di presenza a 1400 euro (più dello stipendio mensile di un operaio) mi sembra francamente pazzesco. Senza contare, poi, che molti Colleghi siedono anche in altri consigli di amministrazione (Enpam Real Estate, Enpam Sicura, etc etc). E lì, ovviamente, sono altri soldi che arrivano. Direi un po’ troppo, per un’epoca di crisi come la nostra!!

Guido Caprio

Milano, 9 gennaio 2016