ENPAM, bilancio di previsione 2013

Ancora perplessità

È stato presentato alle Consulte il bilancio di previsione 2013 del nostro Ente pensionistico. Purtroppo anche stavolta non possiamo fare a meno di manifestare qualche perplessità che nasce come sempre da quelle che da sempre abbiamo denunciato come note dolenti della gestione del nostro patrimonio. Non si può infatti fare a meno di notare la solita scarsa redditività del patrimonio che anche stavolta, fatte tutte le dovute valutazioni, si attesta complessivamente attorno all'uno per cento, riferito a un patrimonio di circa 13,5 miliardi.

Lascia inoltre senza parole la lentezza con cui si sta mettendo in atto la new governance deliberata dal CdA nel giugno 2011 sulle indicazioni di Mario Monti. Questa prevedeva una netta separazione tra gli organi preposti agli investimenti (tra i quali l'investor advisor ovvero il consulente finanziario) e quelli preposti alla valutazione del rischio (tra cui il Risk advisor). Dopo quasi 2 anni da quella delibera il bando di gara per l'individuazione dell'investor advisor è ancora in fase di studio! Questo per la discutibile scelta di effettuare prima il bando di gara per la ricerca del Risk advisor, ricerca che peraltro fino ad adesso è stata vana poiché nel bando effettuato un solo consulente ha presentato i documenti necessari in maniera corretta: Mangusta Risk. Si proprio Mangusta Risk, ovvero quell'Advisor che dal 2001 ci ha assistito come consulente finanziario, anche quando sono stati acquistati circa 3 miliardi di titoli strutturati. Essendosi pertanto presentato un solo concorrente, il bando e' stato annullato e reindetto (per fortuna!), ma nel frattempo il mandato di Risk Advisor in prorogatio per tutto il 2013 è stato rinnovato indovinate a chi? Mangusta Risk.

Sta di fatto che comunque da circa 2 anni, a parte le strutture di valutazione interna, ENPAM di fatto non ha un consulente finanziario per gli investimenti e probabilmente anche a causa di questo nel 2012 ci è rimasto nel cassetto circa un miliardo di liquidità non investita, ma forse, anche se il fatto in se stesso pare incredibile, visti i risultati dei precedenti investimenti finanziari, è meglio così.

Da ultimo, ma non ultimo, dobbiamo segnalare il continuo aumento delle spese generali di amministrazione previste per il 2013 in crescita di circa il 40% rispetto al preconsuntivo 2012 e pertanto non in linea con quanto previsto dalla legge 122/30 luglio 2010, fatto sicuramente rilevante, segnalato anche nella relazione del Collegio dei Sindaci della Fondazione.

Ce n'è abbastanza per manifestare anche stavolta tutte le nostre perplessità.

Ugo Tamborini
Milano, 8 aprile 2013