Richiesta di accesso a documenti amministrativi

Egregi Colleghi,
di seguito la richiesta di accesso agli atti inviata alla direzione ENPAM, relativamente alla perdita di circa 13 milioni determinata dalla vendita anticipata del titolo Irish Life (nel 2011) e alla vicenda SOPAF-FIP
Spett.le
Fondazione Enpam
Direzione Generale
Oggetto: Richiesta di accesso a documenti amministrativi (L. 241/90 e D.P.R. 184/06)
Il sottoscritto dott. Franco Picchi espone quanto segue:
Premesso che:
- nel bilancio consuntivo ENPAM 2011 è stata contabilizzata una perdita in conto capitale di 12,96 ml , a seguito della decisione di vendere prima della naturale scadenza il titolo Irish Life & Permanent PCL ( IL&P) Index Linked Notes due 30 August 2011 € 18.000.000 xs0133963024.
Per valutare pienamente l'entità del danno patrimoniale subito dalla Fondazione ENPAM bisogna aggiungere anche la perdita della cedola in maturazione al 30 agosto 2011, che sarebbe stata pari a circa € 952.200.
Il titolo Irish Life & Permanent xs0133963024, oggetto di una Tender Offers and Proposals da parte di Irish Life & Permanent PCL, che proponeva il riacquisto del titolo al 20% del suo valore da parte dell'emittente, non è stato però rivenduto direttamente a Irish Life & Permanent, ma, in data 29/07/2011, ad un intermediario per € 5.040.000 ( quindi al 28% del suo valore).
Alla scadenza naturale del titolo (30/08/2011) il/i possessori del titolo hanno incassato circa 12,5 milioni €, garantendosi in soli 30 gg. una plusvalenza di circa 7,5 milioni € .
- è notizia giornalistica degli ultimi giorni il coinvolgimento dell'ENPAM ( quale parte lesa) in una presunta truffa inerente l'acquisto di quote del Fondo FIP, per un danno valutato dalla Procura della Repubblica in circa € 7.600.000.
Fatto
Già dal 2008 ho inviato ripetuti esposti e denunce ex art. 2408 al Collegio Sindacale ENPAM, chiedendo:
- di valutare e confermare l'adeguatezza dell' assetto organizzativo deputato agli investimenti finanziari e immobiliari;
- di vigilare che gli amministratori compiano sempre consapevoli valutazioni sulla base di adeguate informazioni, controllando anche che la struttura operativa (interna o esterna) deputata a raccogliere e (eventualmente) coordinare tali informazioni fosse idonea a soddisfare le richieste che le operazioni da intraprendere determinavano;
- di verificare che gli amministratori non abbiano trascurato di assumere sufficienti informazioni in relazione al compimento della specifica operazione e che abbiano posto in essere tutte le cautele e verifiche preventive normalmente richieste.
A tali denunce il Collegio Sindacale ENPAM ha sempre risposto confermando l'adeguatezza dell' assetto organizzativo e delle modalità decisionali del Consiglio di Amministrazione.
Per quanto riguarda la perdita patrimoniale dovuta alla vendita anticipata del titolo Irish Life
Nonostante queste continue rassicurazioni, a seguito delle denunce inviate in data 04/10/2012 e 09/10/2012 al Collegio Sindacale ENPAM, relative alle modalità con cui si è deciso di vendere il titolo Irish Life, il Collegio Sindacale così rispondeva alle mie richieste di chiarimenti nella sua relazione al bilancio preventivo 2013 (novembre 2012):
“E’ stato appurato che nessuna due diligence finanziaria e legale sia mai stata richiesta dal Consiglio di Amministrazione dell’Enpam. Il Consiglio di Amministrazione era stato messo a conoscenza, peraltro, dell’aumentata rischiosità del titolo in questione nella seduta del 18 aprile 2011 ed aveva preso atto del proposito dell’Ufficio della Fondazione di continuare “...a monitorare la situazione di questo titolo per venire a conoscenza di ogni possibile sviluppo”. Risulta peraltro essere stata svolta una valutazione dagli Uffici che hanno analizzato la Tender Offers and Proposals utilizzando risorse interne che si sono rivolte, per le vie brevi, a consulenti legali ed esperti di settore, come anche emerso dall’analisi della documentazione interna e dalle comunicazioni interne. A seguito delle analisi svolte l’Ufficio non ha prodotto alcuna relazione né ha evidenziato o specificatamente descritto il meccanismo della “sweeper clause”. Le analisi svolte dagli Uffici avevano, peraltro, evidenziato l’elevato costo in caso di ricorso ad un’azione legale. “
“in assenza di specifica procedura e ravvisata la necessità di tempestivi provvedimenti da assumere, il Presidente della Fondazione con Delibera Presidenziale d’Urgenza ha stabilito la vendita del titolo e il Consiglio di Amministrazione ha ratificato detta deliberazione nella seduta del 29 luglio 2011.”
“a decorrere dall’anno 2005 il Servizio Investimenti Finanziari (allora denominato Gestione Finanziaria) ha iniziato a rilevare l’andamento dei prezzi di mercato delle note strutturate ivi compreso il titolo IRISH LIFE & PERMANENT. Dal gennaio 2011 le attività dell’Ufficio sono state coadiuvate da un consulente, che operava in modo coordinato e continuativo, che a decorrere dal mese di giugno 2011, e sino alla vendita del titolo, si è occupato di detta problematica.”
“il Collegio Sindacale osserva che non esisteva allora una specifica procedura per la vendita di titoli in perdita prima della loro scadenza e sollecita la definitiva predisposizione di quella in corso, auspicando che vengano anche chiaramente indicati i casi in cui si renda necessario il ricorso a consulenti esterni altamente specializzati per le questioni tecniche particolarmente complesse e non ricorrenti. Il Collegio alla luce della presenza nel portafoglio mobiliare di titoli subordinati o strutturati complessi e di notevole entità ritiene che debbano essere garantite al’interno del Servizio le adeguate professionalità specializzate nel settore legale-finanziario internazionale.”
Quindi, dalle risposte del Collegio Sindacale si rileva che nonostante fosse possibile la perdita di circa 15,5 milioni di € (capitale + interessi), dal 02/06/2011 data dell'annuncio da parte di Irish Life & Permanent PCL di una “Tender Offer & Proposal” che proponeva l' adesione volontaria all' offerta di riacquisto del titolo in nostro possesso al 20% del suo valore nominale, al 29 luglio 2011, data in cui il Consiglio di Amministrazione ha ratificato la delibera presidenziale di vendita del titolo, emessa per “ la necessità di tempestivi provvedimenti da assumere” :
- il CdA ENPAM non ha richiesto nessuna due diligence finanziaria o legale;
- il Servizio investimenti finanziari in circa 55 giorni e con il supporto di un consulente non ha predisposto per il CdA ENPAM nessuna relazione scritta.
- sembra che esista solo traccia di “documentazione interna” e “comunicazioni interne” relative a richieste di pareri “per le vie brevi” per un'eventuale causa legale, senza nessun approfondimento dei termini della Tender Offer & Proposal” di Irish Life.
Inoltre solo al novembre 2012 il Collegio Sindacale si rende conto che, avendo l' ENPAM in portafoglio circa 2,9 miliardi € in complessi titoli strutturati emessi sotto il diritto anglosassone, “debbano essere garantite all’interno del Servizio (investimenti finanziari) le adeguate professionalità specializzate nel settore legale-finanziario internazionale.”
Per quanto riguarda la presunta truffa subita nell'acquisto delle quote del Fondo FIP.
La documentazione messa a disposizione degli iscritti sul sito dell'ENPAM ( delibere di acquisto e due diligence REAG ) sembra non evidenziare in nessuna parte una valutazione/ricerca e precisazione/indicazione del reale prezzo di mercato a cui venivano scambiate le quote del Fondo Fip, fondo immobiliare chiuso non quotato (cioè lo sconto praticato nelle transazioni rispetto al valore della quota comunicato dalla società di gestione del fondo).
Sembra non esistere neppure nessuna valutazione del momento drammatico che stava vivendo il mondo finanziario globale (crisi subprime) e delle inevitabili ripercussioni di questo momento sul mercato immobiliare italiano che, invece, la situazione di grave difficoltà dei fondi immobiliari chiusi quotati italiani fotografava già dal settembre del 2008.
Infatti l' indice BNP Paribas REIM DTN che valuta per i fondi immobiliari chiusi quotati lo sconto medio praticato nelle transazioni rispetto al valore della quota comunicato dalla società di gestione del fondo, arriverà in prossimità del 50%.
Cioè a fine 2008/inizio 2009 si potevano acquistare quote di fondi chiusi quotati anche a circa il 50% del valore della quota comunicata dalla società di gestione del fondo.
Tale situazione non poteva non avere anche riflessi sulle transazioni delle quote di fondi immobiliari chiusi non quotati, come il Fondo FIP, altrimenti la vendita delle quote da parte di Immowest alla SOPAF con lo sconto del 20% sarebbe davvero inspiegabile.
È anche da rilevare che la REAG è la società che ha valutato il valore iniziale degli immobili apportati al Fondo FIP, quindi l'incarico affidato da ENPAM alla stessa per una due diligence sul Fondo FIP, come riportato nella delibera 69/2008, sembra perlomeno non appropriato.
La vendita anticipata del titolo Irish life e l'acquisto di quote FIP sembrano denotare quindi carenze importanti nei flussi informativi destinati al CdA e carenze nell'assetto organizzativo dei servizi investimenti immobiliari e finanziari.
Tali carenze sembra fossero già state rilevate dall’Organismo di Vigilanza della Fondazione Enpam (OdV) nella sua prima relazione annuale (dal 1° giugno 2008 al 3 maggio 2009).
Tale organismo fu poi revocato con delibera con decorrenza immediata nel settembre 2009.
Come rileva il Comitato di controllo interno ENPAM nella sua bozza di relazione (Prime_analisi_procedura_investimenti_mobiliari_vers_definitiva 15/09/2011), l'OdV “nel rilevare l’idoneità delle procedure di investimento mobiliare ai fini dei principi di trasparenza, tracciabilità e consapevolezza delle connesse decisioni, poneva la condizione che il complesso delle procedure fosse integralmente applicato e sottolineava, a quel momento, la loro parziale applicazione.
Anche la relazione della Corte dei Conti relativa alla Fondazione ENPAM per l'anno 2009 (aprile 2011) riportava diversi stralci della relazione dell' OdV
“L'OdV “riteneva necessario soffermarsi sui risultati dei colloqui avuti con il dirigente del Servizio investimenti e gestione finanziaria e con il direttore del Dipartimento immobiliare.
Quanto all’attività finanziaria, l’OdV sosteneva “la necessità di intervenire prioritariamente, e con ogni possibile urgenza, per una revisione complessiva di tutte le procedure di investimento....”, e ne indicava i criteri.
Quanto all’attività immobiliare, l’OdV metteva in evidenza quanto riferito dal dirigente nella sua relazione del 26 febbraio 2009, da cui derivavano, secondo l’OdV, “gravi e serie perplessità che impongono immediati approfondimenti e chiarimenti per consentire all’OdV di pronunciarsi sullo stato organizzativo e sull’andamento tecnico- amministrativo del Dipartimento del patrimonio immobiliare”.
In conclusione, l’OdV concludeva la propria relazione rappresentando che “per i motivi su esposti non è in grado di riferire sull’attività del ... Servizio investimenti e gestione finanziaria e ... del Dipartimento del patrimonio immobiliare”.
Con successiva lettera del 17 giugno 2009, indirizzata al Presidente dell’ENPAM, l’OdV, a seguito di un incontro con il Direttore generale e con i due dirigenti già citati, affermava che
“nell’esaminare le procedure riguardanti gli investimenti finanziari ... prende atto che le procedure relative agli investimenti mobiliari sono da ritenersi soddisfacenti ....” e che “anche per le procedure concernenti gli investimenti del patrimonio immobiliare i chiarimenti forniti dal direttore generale consentono di poter affermare che l’attività amministrativa del Dipartimento in questione si appalesa improntata al puntuale rispetto delle disposizioni di legge e regolamenti ....”.
Le precisazioni contenute nella lettera del 17/06/2009 non consentono comunque, a mio avviso, di pensare ad un ribaltamento completo del primo giudizio espresso, complessivamente negativo sulle procedure di investimento della fondazione ENPAM.
Risulta quindi che oltre alle mie denunce, già un organismo di controllo interno della Fondazione ENPAM avesse sollevato perplessità sulle procedure di investimento finanziario/immobiliare e sull'assetto organizzativo della Fondazione ENPAM, indicando anche i criteri da adottare.
Non ritenendo adeguate, rispetto ai due casi presentati, le rassicurazioni fornite dal Collegio Sindacale ENPAM, per i suddetti motivi e per valutare l'opportunità di tutelare nelle sedi legali appropriate i miei interessi di iscritto alla Fondazione ENPAM chiedo di prendere visione e di estrarre copia dei seguenti documenti:
prima relazione annuale dell'Organismo di Vigilanza ( 01/06/2008 al 03/05/2009);
lettera del 17 giugno 2009 dell' Organismo di Vigilanza, indirizzata al Presidente dell’ENPAM;
relazione del direttore del Dipartimento Immobiliare del 26 febbraio 2009
eventuale altra documentazione presentata dai dirigenti del Servizio investimenti e gestione finanziaria e del Dipartimento immobiliare nei colloqui con i membri dell'Organismo di Vigilanza
i documenti che comprovano l'affermazione del Collegio Sindacale “Risulta peraltro essere stata svolta una valutazione dagli Uffici che hanno analizzato la Tender Offers and Proposals utilizzando risorse interne che si sono rivolte, per le vie brevi, a consulenti legali ed esperti di settore, come anche emerso dall’analisi della documentazione interna e dalle comunicazioni interne”.
La proposta di vendita di quote FIP presentata dalla SOPAF e lettera con cui il Dipartimento Patrimonio Immobiliare ha incaricato la REAG di eseguire la due diligence sul Fondo FIP, come riportato dalla delibera 69/2008 (18/12/2008)
Diritto
Il sottoscritto in quanto odontoiatra è iscritto obbligatoriamente alla Fondazione ENPAM . Contribuisco in tal modo alla formazione del patrimonio ENPAM con i miei contributi previdenziali e partecipo alla gestione della Fondazione ENPAM attraverso l' elezione di specifici rappresentanti (presidente Ordine Provinciale Medici e Odontoiatri e rappresentante regionale Consulta fondo libera professione).
Atti del Consiglio di Amministrazione ENPAM impropri e pregiudizievoli per l' integrità del patrimonio stesso, producono effetti anche sulla mia futura pensione, essendo la stessa garantita anche dal patrimonio ENPAM.
È mio legittimo interesse tutelare l' entità della mia futura pensione, salvaguardando l' integrità del patrimonio ENPAM, ricorrendo, eventualmente, anche nelle opportune sedi legali.
Dr. Franco Picchi

22 giugno 2014