Oliveti sopra il cielo

Non sappiamo come definire la gloriosa vittoria di Oliveti nelle ultime elezioni ENPAM! È riuscito a blindare con un doppio vallo fortificato la sua presidenza. Era già saldo nel suo possesso per il ben remunerato consenso della stragrande maggioranza dei presidenti di Ordine, ma nel timore che si allargasse il modesto serpeggiare di dissenso tra pochi di loro, ha lavorato con invidiabile astuzia per blindare ancora di più la sua poltrona, anzi diciamo che ora è posizionata sopra tutte le stelle: si è posto in sicurezza totale, nessuno lo può minimamente scalfire, i nostri ragli di asini non arrivano alle sue orecchie. Lui è oltre il cielo. Con i 59 rappresentanti delle diverse categorie professionali, sempre per i ben noti motivi a lui devoti, può guardare con superiore disprezzo i pochi dissenzienti.

Non ci resta che sperare nella magistratura coraggiosamente stimolata dal Presidente di Milano Roberto Carlo Rossi. Le premesse non sono incoraggianti, anche se non riusciamo proprio a capire come in un sistema democratico sia ammissibile il totale rifiuto di una minoranza in una assemblea di un grande Ente previdenziale e assistenziale. È veramente una assurdità che solo una mente incomparabilmente astuta poteva concepire. E’ un rigurgito di mentalità assolutista, una applicazione italiana dei sistemi “rielezionistici” sudamericani, una opulenta conquista di poltrone degna del recente “Califfato“.

Oliveti Malagnino e soci non sono impresari con rischio di impresa,non si rendono conto di essere amministratori di un Ente di Previdenza e Assistenza, non possono pagarsi prebende superiori ad un capo di stato: con indennità di carica, gettone di presenza, indennità di trasferta, rimborsi spese, tutto moltiplicato per le sottosocietà partecipate, superano decisamente il mezzo milione di Euro annuo di incasso a testa si intende. Briciole per un Ente che ha un patrimonio di 16 miliardi di Euro. Ma dov’è il senso del “servizio” ai colleghi? C’è invece la capacità di saccheggio legalmente riconosciuto, quindi nessuno deve permettersi di chiamarli ladri. Prelevano lautamente dalle casse previdenziali in tutta libertà e legalità così come nel 1200 i veneziani, autorizzati da Enrico Dandolo, si sono ripagati delle fatiche della Crociata col saccheggio di Costantinopoli e i Lanzichenecchi nel 1400 si sono ripagati col saccheggio di Roma autorizzati da Carlo V, quindi in piena legalità.

I nostri ragli non arrivano al Cielo, mai più può sentirli chi è sopra il Cielo.

Asini tacete: vedo già le manine alzate ad approvare il bilancio senza la minima osservazione critica.

Su chi contare? Possiamo sperare solo in magistrati vigili e onesti, ce ne sono, che a suo tempo ci hanno liberato dei predecessori di Oliveti: Di Lorenzo e Parodi. Ma che tristezza per la dignità della professione medica.

Ma no! Continueremo a implorare Trasparenza, Austerità, Condivisone e, sempre dall’alto della nostra veneranda età, continueremo a chiedere le Incompatibilità, le Limitazioni e la fusione in uno dei due Enti previdenziali medici.

Guido Caprio

Milano, 16 giugno 2015